SEMINARI DI VITA NUOVA 16 nov. 2011

Posted by on 15 lug 2012 in Insegnamenti

 

Gruppi Luce del Mattino (Artegna) e Betania (Tolmezzo)

Quinta catechesi: Fede e conversione

(testi di Annapia, appunti di Ilde)

Nell’ultimo giorno durante la festa delle Capanne, Gesù va al tempio, si alza in mezzo a tutti e proclama una parola forte: chi ha sete venga a me e beva. Giovanni dirà che Gesù parlava dello Spirito santo. Eppure non tutti vanno a Gesù, perché occorre avere sete. Gesù parlerà di quest’acqua viva (lo Spirito santo) che placa la sete anche alla Samaritana.

Questo è ciò che dobbiamo chiedere a Gesù: di avere una grande sete di lui, come la cerva del salmo, come l’assetato che trovata la fonte beve e sente insieme all’acqua scorrere la vita. Solo se abbiamo questa enorme sete di Dio possiamo riceverLo.

Per gli Ebrei, rigidamente monoteisti, era impensabile che in Dio ci fossero più persone. Gesù si rivela Figlio e rivela una nuova persona, lo Spirito Santo. La proclamazione più forte viene fatta nell’ultima cena, quando dirà che “verrà lo Spirito e vi guiderà alla verità tutta intera, prenderà del mio e ve lo darà”.[Gv, capp. 13-17]

Noi attribuiamo agli autori dell’antico Testamento profezie sullo Spirito Santo: Ezechiele, Isaia, Gioele. Al tempo degli Ebrei tuttavia queste venivano lette come immagini e parole riguardanti la sapienza di Dio, non un’altra persona: Gesù è il primo a parlare dello Spirito in questo modo. Eppure lo Spirito Santo è la pienezza della rivelazione della Trinità.

Gesù sa che dopo la Resurrezione la sua missione è terminata, in un certo senso. Egli deve andare perché possa arrivare lo spirito Santo. Gesù aveva il compito di incarnarsi e riscattare l’uomo dal peccato, ma il piano di salvezza di Dio per l’umanità non si conclude con questo, esso continua con la venuta del Paraclito, del Consolatore. I Padri della Chiesa dicono che Figlio e Spirito Santo sono le mani di Dio.

I primi cristiani sapevano bene queste cose perché dopo la Pentecoste gli Apostoli erano veramente cambiati. Poveri e impauriti pescatori, diventano predicatori coraggiosi e infiammati d’amore per tutti.

Il Vangelo dello Spirito sono gli Atti il cui protagonista è lo Spirito Santo.

Dopo il primo periodo di fervore e di profonda fede nello Spirito Santo, questa persona della Trinità è stata un po’ dimenticata, ma oggi la stiamo riscoprendo. Da papa Leone XIII, alla beata Elena Guerra, all’esperienza pentecostale, al Concilio Vaticano II con Giovanni XXIII che lo ha indetto e Paolo VI che lo ha chiuso, tutto ha parlato di Spirito Santo nella Chiesa e tra i cristiani: Giovanni XXIII aveva diffuso una preghiera apposita durante il Concilio per chiedere lo Spirito Santo, e questo avrebbe fatto sentire la Chiesa madre di tutti. Paolo VI durante il cui pontificato ha inizio il Rinnovamento, accoglie questa grande novità e la promuove chiedendo una continua testimonianza dell’amore di Dio.

Noi usiamo vari termini per indicare la “venuta” dello Spirito: effusione dello Spirito [azione attiva, lo Spirito scende], Battesimo nello Spirito, infusione dello Spirito [azione passiva di chi riceve lo Spirito]

In tutte le azioni liturgiche della Chiesa c’è l’azione dello Spirito Santo che viene invocato dal sacerdote (nell’epiclesi, cioè nella trasformazione del pane e del vino in corpo e sangue di Gesù).

Non c’è atto con valore di salvezza che non passi per lo Spirito santo.

L’effusione dello Spirito non è un’azione liturgica, ma un atto libero, un dono che lo Spirito fa perché è stato invocato, come e dove vuole.

Ci sono delle condizioni perché ciò avvenga: occorre essere pronti. Lo Spirito viene in una persona che ha già ricevuto una “figliolanza” in Dio, che vive una vita cristiana, tante volte lo Spirito viene imbrigliato e ostacolato dal nostro essere ancora molto legati alle cose della terra.

Lo Spirito trasforma l’uomo carnale, egoista, incapace di perdono in un uomo nuovo, mettendogli il cuore del Figlio di Dio, pieno d’amore per i fratelli. Lo Spirito deve trasformarci nel profondo, altrimenti significa che non è venuto in noi.

Lo Spirito risana, guarisce dalle paure e dalle angosce, dalle ferite e dalla fragilità, ci fa scoprire un nuovo amore per il prossimo, riempie il nostro cuore di desiderio del Cielo, ci fa entrare in comunione con Dio, mette equilibrio nei nostri desideri e ci stacca dal mondo della carne.

Condizione privilegiata per l’Effusione è una comunità di fratelli che pregano, uniti nell’amore.

 

Bibliografia di approfondimento

Bentivegna Giuseppe, Il Battesimo dello Spirito Santo, Testimonianze dalla Chiesa dei Padri, Ed. RnS

Pavel Evdokimov. Teologia della bellezza. San Paolo, 2002

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