SEMINARI DI VITA NUOVA 26 ottobre 2011

Posted by on 15 lug 2012 in Insegnamenti

 

Gruppi Luce del Mattino (Artegna) e Betania (Tolmezzo)

Terza catechesi: Gesù Signore e Salvatore

(Anna Pia, appunti di Ilde)

Dopo aver parlato dell’amore del Padre mai stanco di attenderci e dell’ostacolo a questo amore rappresentato dal nemico e dalla ferita del peccato, questa sera riceviamo la buona notizia che c’è una salvezza per noi.

L’uomo umanamente pensa di potersi salvare con l’intelligenza, con il progresso: conosce l’universo e le sue leggi, domina i fenomeni naturali, guarisce molte malattie. Eppure questa salvezza è parziale: ci sono sempre nuove malattie e il progresso non genera solo benessere, né impedisce guerre e catastrofi.

Molte filosofie contemporanee ispirate alle religioni orientali propongono una salvezza come distacco dalle cose del mondo, ma anche questo non produce una consolazione sufficiente.

Dio ha creato l’uomo dandogli un’anima immortale che non può essere salvata dal pensiero o da mezzi umani. Nella Bibbia troviamo la storia dell’umanità e possiamo comprendere la storia della salvezza preparata per noi fin dai tempi più antichi, quando gli Ebrei, il popolo eletto, sono chiamati a compiere dei segni che neppure comprendono in quel momento e che “preparano” la venuta di Gesù.

Pensiamo al segno del sangue di agnello sugli stipiti delle case degli Ebrei nella notte della fuga dall’Egitto, quando l’angelo Sterminatore passa a punire il faraone e gli egiziani ma non tocca le porte degli Ebrei segnate con il sangue dell’agnello (l’Agnello è Gesù che offre il suo sangue per la nostra salvezza).

Gli Ebrei nel deserto vengono punti e uccisi dal serpente e Dio per salvarli fa costruire un bastone alla cui sommità è issato un serpente, guardando il quale chi viene punto si salva (anche Gesù è issato sulla croce, simbolo del Male, e guardando a Lui ci salviamo).

Nella parabola del Figliol prodigo il Padre dice al figlio “Tutto ciò che è mio è tuo” e infatti Dio dona la sua vita al Figlio unigenito che è Sua immagine. Dio ci dona se stesso nel suo Figlio.

Gesù sa di essere stato mandato, conosce la sua missione. Che è quella di proclamare “l’anno di grazia”, cioè la salvezza per l’umanità. E questa salvezza è oggi, ogni giorno, eternamente nel presente.

Gesù è TUTTO salvezza, dal momento del suo concepimento alla Sua ascensione al Cielo dopo la morte e la risurrezione. Tutto di Lui ci è donato dall’amore del Padre e questo amore ci ha incontrati fin dal seno materno, fin dal concepimento. Ci ha incontrato in ogni fase della nostra vita perché l’umanità di Gesù ci è stata donata.

Gesù ci salva e diventa nostro Signore e nostro Re. Re che nel Regno di Dio è potente e grande nell’amore: attraverso Gesù si è messa pace fra Cielo e Terra.

Gesù muore per dare frutto, come il seme che va sottoterra e muore e poi germoglia e nasce a nuova vita. Gesù ha una regalità fatta di servizio: egli ci dona la Sua vita, per questo è il nostro Re.

 

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