Ritiro – 26 agosto 2012 Carmelo di Montegnacco

Posted by on 27 ago 2012 in Insegnamenti

 

Gruppo RnS Luce del Mattino – Artegna (Diocesi di Udine)

 

La Fede

Ti dico che se credi, vedrai la gloria di Dio” (Gv 11,40)

 

Matteo 21:21

Gesù rispose loro: «Io vi dico in verità: Se aveste fede e non dubitaste,

non soltanto fareste quello che è stato fatto al fico;

ma se anche diceste a questo monte:

"Togliti di là e gettati nel mare", sarebbe fatto».

Luca 17:6

Il Signore disse:

"Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo sicomoro:

Sràdicati e trapiàntati nel mare, e vi ubbidirebbe."

 

Questo dice Gesù a proposito dellavere fede.

Egli non si aspetta naturalmente che i suoi discepoli vadano a sradicare piante

e a procurare cataclismi in cui le montagne si gettino nel mare.

Gesù nel Vangelo di Matteo fa una cosa a dir poco sorprendente:

fa seccare il fico che – giustamente fuori stagione – non aveva dato frutto.

Che significato ha per noi oggi questo atteggiamento a prima vista curioso

(ma come? Pretendi frutti da un albero quando non è la sua stagione?

E non lo sai che un albero non dà frutti che nella stagione giusta?)

nito alle parole che pronuncia e che abbiamo appena letto?

 

Credo che si possa interpretare così: Gesù educa i suoi discepoli ad avereuna fede che non discende necessariamente dalla logica umana, che non ha bisogno di vedere segni, di toccare, di sentire, di provare. Gesù chiede una fede che si fida (sembra un gioco di parole ma la radice del termine e del verbo è la stessa) fino in fondo di Dio, che non ha bisogno di “mettere il dito” (Tommaso!) che non teme perfino di apparire dissennata, che ha il coraggio dato dall’Amore di chiedere l’impossibile. Una fede autentica, gioiosa, limpida e semplice come la richiesta di un bimbo alla mamma. Una fede che non fa questioni.

Chi fa questioni, infatti, non merita miracoli.

 

Luca 1

Ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita

e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio …” […] Zaccaria disse all'angelo:

«Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni».

19 L'angelo gli rispose: […] sarai muto e non potrai parlare fino al giorno

in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole,

le quali si adempiranno a loro tempo».

«Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. […]

34 Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».

35 Le rispose l'angelo […]

37 nulla è impossibile a Dio».

 

Luca evidenzia apposta l’atteggiamento differente di chi “fa storie” (sono vecchio, mia moglie anche, chi mi dice che la mia preghiera è stata veramente ascoltata?) e chi sa di stare davanti all’Altissimo (Maria non mette in dubbio le parole dell’Angelo, il suo non è il muro di Zaccaria, ma la meraviglia pudìca della vergine).

Chi fa questioni, ripeto, non vedrà le meraviglie di Dio.

 

Malachia 3:10

Portate tutte le decime alla casa del tesoro,
perché ci sia cibo nella mia casa;
poi mettetemi alla prova in questo»,
dice il SIGNORE degli eserciti;
«vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo
e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla.

 

Riferiamo spesso questo versetto alla lodevole pratica della decima. Ma potremmo anche leggere questa parola come una promessa, come se Dio dicesse anche: “Offritemi i vostri cuori senza riserve, poi mettetemi alla prova, vedrete cosa farò per voi”.

Cosa hanno fatto di straordinario lemorroissa, Giairo, il cieco di Siloe, e tutti coloro che sono stati guariti e salvati da Gesù? Hanno CHIESTO o DESIDERATO il Suo intervento SICURI che Gesù si sarebbe preso cura di loro. Perfino lemorroissa sa che basta toccare un lembo del mantello in mezzo a una folla di gente, senza neppure parlare con Gesù, per essere guariti. Quanti di noi avrebbero avuto quella stessa fede? “Sia fatto secondo la tua fede” dice Gesù. Se la fede è grande, saranno cose grandi; se la fede è piccola, saranno cose piccole.

 

Termino con le parole di un testimone straordinario della fede in Gesù vivo:

Una cosa è certa: la preghiera fiduciosa produce sempre dei frutti. Se il Signore non ci guarisce significa che il suo piano d’amore è un altro. Egli è il Dio di Provvidenza infinita e può darsi ci voglia dare la ricompensa dell’eternità. Alcune persone continuano a soffrire, ma nella pace. Esse lavorano per la salvezza del mondo, completando nella loro carne ciò che manca alla passione di Cristo. Le guarigioni non sono le uniche prove dell’amore di Dio” [Emiliano Tardif, Il carisma di guarigione].

Ilde

 

Secondo la tua parola, getterò le reti” (Lc 5,5)

 

Ricordate il brano della lettera agli Ebrei cap. 11 dove S. Paolo porta ad esempio la fede dei nostri antenati?

Nomina Abele Noè Abramo Sara Isacco Giacobbe Giuseppe Mosè e altri e ad ogni nome spiega che per fede hanno compiuto azioni, per fede si sono messi in cammino, per fede hanno creduto alla Parola, per fede avrebbero sacrificato l’unico figlio, per fede non hanno rispettato le leggi imposte dai faraoni, per fede hanno guidato il popolo ecc. ecc.

.e mi sento interpellata, la fede non si può misurare ma posso – alla luce di Gesù – confrontarmi e capire quanto mi sta a cuore la costruzione del Regno e quanto e come rispondo alla mia chiamata.

 

La fede è per me credere all’esistenza di Dio che mi ama, credere in Gesù morto e risorto per salvarmi, credere che Gesù è vivo in mezzo a noi, credere che Spirito Santo opera in noi e con noi; e che se permetto che il mio cuore venga trasformato, io divento sempre più aderente al progetto di Dio per me e per la sua Chiesa.

 

Fin qui tutti d’accordo, la teoria è giusta, ma la pratica?

Lasciare che il mio cuore venga trasformato, significa molte cose: accogliere i fratelli così come sono, dare testimonianza di quanto credo, vivere senza ipocrisie ogni giorno nel mio ambiente di lavoro in famiglia nella parrocchia nel RnS con gli amici, essere attenta alle difficoltà degli altri, mettere il mio io all’ultimo posto, abbandonarmi all’amore di Dio, essere attenta alle ispirazioni di Spirito Santo, operare al fine di contribuire alla costruzione del Corpo di Gesù.

Dio mi chiama, mi cerca, mi invita a fare per lui e con lui molte cose. Ogni giorno vengo interpellata in un modo o in un altro.

 

E nella pratica sono bravissima a mettere davanti tanti se e ma, la mia risposta non è mai un sì subito: non mi sento adeguata, non ho esperienza, non ho tempo, non ho mezzi.

La mia è paura di rispondere a Dio senza condizioni e che io non sia più padrona della mia vita.

La mia fede sbatte contro il mio “io”.

Ma siamo in bella compagnia in questa fase, penso a Sara che allannuncio della maternità ha riso della promessa fatta (Gen. 18,12) e poi si è ricreduta perché nulla è impossibile a Dio; a Mosè che oppone resistenza alla missione che Dio gli stava affidando producendo scuse su scusei miei fratelli non mi crederanno, cosa dirò, sono balbuziente - ma alla fine Dio ha la meglio (Es. 3,7-10); cè anche Zaccaria, non parliamo poi di S. Pietro.

 

Tutti comunque alla fine cedono all’amore di Dio Padre rispondendo con una fede autentica ed accresciuta.

 

Per noi è uguale, il nostro cuore se diventa quella creta del vasaio, sarà disponibile a ogni progetto di Dio e pervasi dalla Sua grazia potremmo dire anche noi come Isaia 6,8b “Eccomi, manda me!” senza più paure senza più tentennamenti senza se e ma, una risposta sola: ho fede in te Dio Padre, ho fede in te Gesù, ho fede in te Spirito Santo e sulla Tua Parola io getterò le reti.

Miriam

 

E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete

(Mt 21,22):

introduzione alla Mistagogia

 

La fede è un dono di Dio, ma è un dono affidato anche alla nostra buona volontà, bisogna chiederla, implorarla; la nostra volontà è il terreno dove la fede può attecchire o può inaridire.

In Mt 21, 22 -Gesù dice: "e tutto quello che chiederete con fede nella preghiera lo otterrete", ci dice TUTTO, non una parte o qualcosa, e ci insegna che alla preghiera fatta con fede c'è la risposta di Dio, questa è sicura quando c'è la preghiera piena di fede.

E' la fede la chiave della preghiera.

In Mc 2,3-12 il paralitico che viene calato dal tetto, condotto da quattro persone con fede, a Gesù è bastata la fede di coloro che lo hanno condotto, perché non è detto che fosse lui ad avere fede.

E' la fede di chi chiede che conta.

LA FEDE, deve essere posta in Dio, dal primo passo della preghiera in cui si pone il credere si passa all'agire nella fede, essa non conosce barriere, lodo il Signore perché sono certa che opera e affido a lui la mia battaglia, credo che tu Signore combatti per me. Sappiamo che nessuna parola rimane inefficace.

Siamo umanamente bloccati nella fede per le paure che ci portiamo dentro, paura di non riuscire a far questa o l'altra cosa, ma sappiamo che la paura è fatta di niente, chiediamo che la trasformi, affidiamo a lui le nostre paure.

Più Signore accresci la nostra fede meno paura in noi,

il risultato è la VITTORIA che in te Signore siamo più' che vincitori.

Alleluia.

Loretta

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