Testimonianza di Loretta

Posted by on 24 nov 2012 in Testimonianze

                 Dio interviene con delicatezza

 

 

Il Signore ci chiama ad essere testimoni delle opere che

compie nella nostra vita per far conoscere la sua grandezza.

Non possiamo proprio tacere …

più proclamiamo la sua potenza più irrobustiamo la nostra

fede e quella di chi ci è vicino.

Con entusiasmo voglio proprio testimoniare la grazia

con cui Dio si è preso cura di me…

 

 

 

Accadde il venerdì 2 marzo 2007:

 

 

esattamente nella mattinata di quel giorno, percorrendo un tratto di strada che abitualmente facevo per mio lavoro di operatore domiciliare, ebbi un grave incidente a seguito del quale subii la frattura della calotta cranica e la rottura della vena temporale che comprometteva la parte destra del cervello ed il nervo ottico oltre alla frattura del bacino su entrambi i lati con lo spostamento dell’asse della colonna vertebrale alla sua estremità .

Dell’incidente non ricordo nulla, perché persi subito coscienza.

Stetti in coma per una settimana…. mi riferì mio fratello che inizialmente, quando mi trasportarono con l'eli-soccorso all’ospedale “Cattinara” di Trieste, davano veramente poca speranza.

La mano di Dio ha provveduto ad ogni cosa al momento giusto guidando anche la persona che si trovò a passare proprio in quella direzione a pochi minuti dall’accaduto e che provvidenzialmente mi prestò il 1°soccorso , infatti ha saputo come prontamente intervenire.

Saputo dell’accaduto iniziò ad essere innalzato un fiume di preghiere, in concomitanza,

proprio a Trieste si teneva quel fine settimana l’incontro di musica e canto del rinnovamento

nello Spirito Santo, di cui abbraccio la spiritualità dal 1997 , nel momento di preghiera

mi hanno ricordata fortemente.

Specifico che, al termine di ogni nostro incontro di lode, viene letto un passo dalla Bibbia;

quel giorno la parola proclamata fu dal passo di

Isaia 43, 1-4

Non temere, ti ho chiamato per nome e ti ho liberato, se tu

attraverserai fiumi profondi io sarò con te, le acque non ti

sommergeranno, se passerai attraverso il fuoco tu non brucerai.

Io sono il Signore tuo Dio, non temere io sono con te.”

 

Questo esprime esattamente come mi sono sentita sempre da dopo il risveglio dal coma,

un divino risveglio…   non potrò mai dimenticare l'immensa grandezza e l'intensità vissuta

per la meravigliosa certezza di un accompagnamento angelico.

Di questo momento mi riesce difficile descrivere in che misura l’amore di Dio mi ha dato

una tal pienezza che mi faceva capire che nient’altro mi abbisognava.

Ho vissuto l’abbandono fiducioso in un Dio straordinariamente presente, vicino …

nella piena certezza che si stava occupando di me al meglio in ogni cosa mi necessitasse,

non provavo mai paura o timore per il dolore fisico, o preoccupazione di pormi domande

ed avere risposte su cosa mi fosse accaduto, posso proprio affermare di essermi sentita

portata in braccio.

La delicatezza e la tenerezza di Dio è speciale per ognuno, mi sono sentita cullare mentre mi

risvegliavo da uno stato di grazia in cui la mia anima esultava di gioia con il canto :

Grandi cose ha fatto il Signore per noi…..

ha fatto germogliare i fiori tra le rocce,……

ed ora vogliamo cantare vogliamo gridare

l’amore che Dio ha versato su noi.

Tu che hai strappato dalla morte hai sollevato

il nostro viso dalla polvere…….

tu che hai sentito il nostro pianto nel nostro cuore

hai messo un seme di felicità…..”

 

L’impeto che avevo nell’anima mi induceva fortemente a esprimere con voce di giubilo il

canto, però ho avuto la fermezza, mossa dalla coscienza, di capire che forse potevano

pensare che ero uscita di senno.

Mentre mi stavo riprendendo dolcemente, ho avuto chiaramente l’immagine della

venerata Concetta Bertoli di Mereto, e dentro di me ho sentito che aveva fortemente

interceduto dall’alto per me.

Ho provato in cuor mio un grande privilegio per essere stata preservata da un tragico

destino.

Esattamente il venerdì della settimana precedente avevo partecipato alla veglia

di preghiera tenutasi nella Chiesa di Mereto di Tomba in occasione della memoria

della venerabile e prestato visita anche alla stanza dove ha trascorso 26 lunghi

anni a letto nella sofferenza.

Qui preciso che la persona intervenuta (subito dopo l'incidente) è proprio di Mereto di

Tomba, ciò mi rende doppiamente consapevole di quanta grazia mi è stata donata .

Quella persona, trovandosi esattamente a percorrere quel tratto di strada, quel giorno..

a pochi minuti da quanto successo…      ebbe la prontezza, vedendo il mio corpo

accasciato al suolo sul ciglio della strada ,di attuare le prime manovre di soccorso,

accortosi che avevo la lingua riversa per cui sarebbero bastati pochi minuti per non

dare speranza , benedico il Signore che lo ha reso strumento prezioso di salvataggio.

Tutto è andato per il meglio, grazie ai medici agli operatori che mi hanno accompagnato,

all’evolversi, in tempi rapidi, dei miglioramenti avuti ad un insieme di cose sistematesi

nei modi e nei tempi giusti , nella certezza che dall’alto la mano di Dio conduceva con

ordine il ricamo della vita.

Dopo una lunga degenza sono uscita dagli ospedali, riuscendo ad iscrivermi per tempo

sono andata al pellegrinaggio a Lourdes, con l’Unitalsi, e ad agosto con grande

entusiasmo ho partecipato al festival dei giovani che si tiene a Medjugorie.

Qui la grazia è sovrabbondata per completare il mio percorso di guarigione , dato che

la frattura avuta dei due lati del bacino aveva compromesso il mio stare in completo

equilibrio quando camminavo, avvertivo un dislivello, questo si è attutito notevolmente

dopo aver fatto la salita al monte della via Crucis (Krysvat). Durante la discesa il mio

camminare era più sciolto, diverso da quando ero salita, mi sentivo indefinibilmente

felice, con la mente immersa in uno sgorgare di pensieri impregnati in profonda gratitudine

per quanto immeritatamente ricevuto.

 

Seguì, che in una mattinata di quei giorni intensi di preghiera ,canti, testimonianze,

mentre P.Jozo, conduceva un momento di catechesi e preghiera rivolta alla moltitudine

di persone che oltre a riempire il piazzale si poteva osservare che ovunque era gremito

di gente, in questo sentirmi far parte di un corpo unico, chiesa viva, ci fu il momento in

cui mi sentii pervadere da un forte brivido di commozione, quando venne citato lo

stesso versetto della Bibbia, dal passo di Isaia, il quale aveva segnato l’inizio del

percorso di guarigione dal momento dell’incidente avuto.

Qui ho capito che la parola di Dio mi stava parlando personalmente …

nel cuore e segnava il completarsi del percorso…

Quanta magnificenza in cuore, difficile da poter esprimere, la immetto in un canto di lode,

inneggiando al Signore della vita,    per la bellezza  dei prodigi  che compie,    

per la fede donatami e per avermi dato occhi per vedere le sue meraviglie contornate

da un ricamo intessuto d'amore infinito.

Con gioia cantiamo al nostro Dio!

Loretta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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